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La prenotazione degli sfratti. “Sovraffollamento delle aule” o mero sottorganico?

Prenotazione delle udienze di sfratto
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  • luglio 6, 2017

La prenotazione degli sfratti. “Sovraffollamento delle aule” o mero sottorganico?

Da tempo, presso numerosi Tribunali (specie del Norditalia), viene adottato il sistema delle cosiddette “prenotazioni” per la fissazione delle udienze di convalida  

In sostanza, in distretti ad alta densità abitativa (ad esempio a Torino, Milano, ma anche a Monza, Mantova, Lodi e altrove) il servizio giustizia non è stato in grado di smaltire, con tempi di risposta adeguati, l’elevato numero di procedure di sfratto. 

La disciplina del processo di convalida (art. 660, 4° comma c.p.c.) prevede che: “tra il giorno della notificazione dell’intimazione e quello dell’udienza devono intercorrere termini liberi non minori di venti giorni“. Insomma, il termine minimo a difesa, nel procedimento di convalida, è (recte: dovrebbe essere) ampiamente inferiore a quello previsto per le cause ordinarie (di novanta giorni dalla notifica). E questo perché il legislatore, concependo il procedimento speciale di convalida di sfratto, aveva inteso dar vita ad un modello processuale agile e snello, anche sui tempi. Un procedimento “performante”, che rendesse giustizia (anche) alle esigenze di celerità che sono quasi sempre sottese alle procedura di convalida.

Ebbene, la norma di legge, di fatto, viene sistematicamente disattesa laddove il sistema delle prenotazioni non riesca a garantire la tempistica stretta prevista dal legislatore. Nei distretti metropolitani di Milano e Torino, ad esempio, la necessità di prenotare, su un numero chiuso, la prima udienza utile fa sì che il locatore possa celebrare l’udienza di convalida anche a distanza di mesi e mesi dall’intimazione e da quando si è conclamata la morosità.

Presso i vari Tribunali interessati, l’adozione dei provvedimenti che hanno introdotto il sistema delle prenotazioni è stata giustificata, in più di un caso, dalla dichiarata necessità di evitare il “sovraffollamento delle aule” dove si celebrano le udienze di convalida. Osserviamo, allora, che se questa è stata la vera ragione dell’adozione del sistema, si è proposto un rimedio ben peggiore del male. Sarebbe stato, invece, opportuno moltiplicare quelle stesse aule; per poter smaltire adeguatamente la domanda dell’utenza, nel rispetto delle previsioni normative e dei tempi previsti dal legislatore.

Di fatto i venti giorni previsti da legislatore come termine a difesa dell’inquilino diventano spesso novanta, cento, centoventi. Termini, insomma, ancora maggiori di quelli necessari per celebrare la prima udienza di una casa ordinaria, che pur è spesso priva degli stessi contenuti d’urgenza che sono propri delle procedure di sfratto.

Logica ed inevitabile conseguenza di questo ingiustificato “delay processuale” è che, all’udienza di convalida, si pervenga, alfine, con una morosità che si è accresciuta anche di diversi mesi di canone imparato.  Insomma: i presupposti certi di un danno (ulteriore); determinato, questo è il paradosso, dalle insufficienze organizzative della macchina “Giustizia”. Ed anzi, il presupposto stesso di una catena di ulteriori insolvenze (Tizio non paga Caio, che non può pagare Mevio, che non può pagare Sempronio, che non può pagare Filano, che non può pagare Calpurnio, ecc) e pericoloso focolaio di nuovi e consequenziali contenziosi.

Insomma, lungi dall’apparire come rimedio al “sovraffollamento delle aule“, il sistema delle prenotazioni è la spia del malessere della Giustizia; chiaramente sintomatica del perenne deficit da sottorganico in cui si dibatte la magistratura. E, ancora una volta, rivela un approccio penalizzante verso la proprietà immobiliare. Che, in ultima analisi, vede gravare sulle proprie spalle l’emergenza sociale legata alla crisi economica e  abitativa. Con un meccanismo, fattosi sistema, che legittima la patente disapplicazione delle norme di legge; in concreto incentivante per i soggetti inadempienti: e che, non da ultimo, potrebbe valere richiami e sanzioni da parte della Corte di Giustizia Europea.

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